00 01/04/2005 20:16
Quel che è successo è a mio avviso brutale, e soprattutto segna pericolosi precedenti per il futuro.
Innanzi tutto quel che è più grave è che la decisione non è stata presa dalla diretta interessata(perchè ovviamente impossibilitata), tanto meno dai suoi parenti piu' stretti, gli unici che al limite potevano esprimere un parere.

Inoltre è bene chiarirlo che questo caso va oltre il normale concetto di eutanasia, giacchè questo, almeno in Europa, si riferisce solamente ai malati terminali senza nessuna speranza di proseguimento e sottoposti ad estreme sofferenze.
Terri, al contrario di quanto erroneamente si è detto, non era tenuta in vita da macchinari, il suo respiro e il suo cuore erano autonomi, aveva solo bisogno dell'alimentazione per mezzo di un sondino.
Anche un bambino non è autonomo nella sua alimentazione, così come non lo sono tutti gli anziani nel loro ultimo periodo, eppure a nessuno viene in mente, pur consci di non sperare in un futuro migliore, di sospendere tutte le cure necessarie.
Proprio in questi giorni è uscito un viedo del 2002 dove Terri veniva visitata, e sottoposta agli stimoli con un martelletto rispondeva con lamenti di dolore, ciò dimostra che il tessuto connettivo era funzionante e non era un vegetale al 100%.

Certo è un tipo di vita difficile accettare, e che probabilmente neppure io accetterei, tuttavia, in assenza di una esplicità volontà dell'interessata mi sembra assurdo che abbia dovuto decidere il marito che, guarda caso, si è ormai ricostruito la sua vita con una compagna e due figli, e che presto intascherà il milione di dollari di rimborso della causa vinta contro i medici di Terri.