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Atletica - Bolt fantastico sui 100 m, record del mondo: 9"72

Last Update: 6/2/2008 9:44 AM
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NEW YORK (Usa), 1 giugno 2008 - A due mesi e una settimana dall'inizio delle Olimpiadi di Pechino l'atletica lancia uno straordinario acuto con l'impresa al Reebok Grand Prix di Usain Bolt, 1.96 di altezza, ma capace di correre in 9"72 sui 100 (vento di 1,7 m/s) su una pista resa umida dalla pioggia. Il record lo ha firmato all'Icahn Stadium di Randall Island, lo stesso dove il 14 giugno 1991, Leroy Burrell corse in 9"90, togliendo anche lui il record a un connazionale (Carl Lewis) e proprio per due centesimi (9"92 il tempo del figlio del vento alle Olimpiadi di Seul).
È durato quindi solo otto mesi il record del mondo stabilito a Rieti dall'altro giamaicano Asafa Powell che adesso, Tyson Gay permettendo, ha trovato in casa il rivale più coriaceo, e probabilmente quello dal talento più puro, perché Bolt compirà 22 anni il 21 agosto e nel 2002 fu capace di vincere i 200 (la sua distanza preferita) ai Mondiali juniores correndo in 20"58 quando non aveva ancora compiuto 16 anni. Aveva da poco abbandonato il suo primo amore sportivo, il cricket, per dedicarsi a tempo pieno allo sprint sulla pista della William Knibb high school. L'anno successivo si mise al collo l'oro del mezzo giro di pista pure ai Mondiali giovanili e il 2004, con l'appuntamento olimpico di Atene, avrebbe dovuto essere quello della definitiva consacrazione, visto anche il record mondiale juniores fatto in aprile (19"93). In Grecia, però, il giamaicano ci arrivò debilitato per un problema muscolare a una gamba. Lo stesso guaio che poco prima gli era costato la partecipazione ai Mondiali juniores di Grosseto. Il suo forfait aveva lasciato campo libero a Andrew Howe, capace di centrare la doppietta 200 metri-salto in lungo nel giro di 48 ore.
PRONOSTICI - I pronostici degli esperti lo danno in grado, sulla velocissima pista di Pechino e stimolato dal confronto con Gay, di avvicinare, se non perfino migliorare, il primato già stellare di Michael Johnson sui 200 (19"32). Lo pensa anche il tecnico di Bolt, Glen Mills, che per il suo allievo in vista dei Giochi aveva scelto proprio la distanza doppia. Ma ora, dopo questo primato che vale a Bolt anche il record di precocità (Hines ai Giochi del '68 timbrò un 9"95 all'età di 22 anni, un mese e 4 giorni), cambia tutto.
IL MEETING - L'ha detto lo stesso Bolt a fine gara: "Sapevo che con una buona partenza avrei potuto battere Gay - le parole di Bolt - diciamo che è stata una gara perfetta al 99%, ma non chiedetemi quanto potrei fare se corressi senza errori". Non è la mia specialità - ha spiegato Bolt -, ma ci avevo lavorato molto sopra". "Venendo qui - ha aggiunto - avevo molta fiducia nelle mie possibilità, ma non pensavo di avere già nelle gambe il record". Bolt è riuscito a mantenere la giusta concentrazione nonostante il meeting sia rimasto interrotto per 45 minuti a causa di un violento temporale, con tuoni e fulmini che per qualche minuto hanno fatto pensare a un possibile stop da parte degli organizzatori.
STRAFELICE - Poi pensando ai Giochi, Bolt ha annunciato: "A Pechino è certo che correrò anche i 100, quindi tenterò la doppietta. Sono strafelice per questo primato - ha aggiunto -, ma la gioia più grande sarà per me vincere un oro olimpico. È una cosa che non si può paragonare ad altro: è ciò che, assieme alle medaglie dei Mondiali, rimane per sempre, perché viene scritta negli albi d'oro". Un giorno arriverà qualcuno che correrà più veloce di me - ha detto ancora il 21enne Bolt - e mi toglierà questo primato. Invece se vinco l'oro alle Olimpiadi nessuno potrà portarmelo via, e gli altri dovranno attendere quattro anni".
COMPLIMENTI - Sulla pista della Grande Mela, Bolt si è lasciato dietro il campione del mondo Tyson Gay, secondo in 9"85 a un solo centesimo dal suo personale, che può rimproverarsi davvero poco "Nella prima parte di gara ho tenuto il suo ritmo - ha detto il campione del mondo -, ma la sua falcata era più ampia. Sono soddisfatto, perché non era nei miei piani andare così forte a questo punto della stagione". Alla fine il primo a congratularsi con il giamaicano è stato proprio Gay. "È stata una grande notte per lo sport - ha detto lo sprinter americano - e dopo questa impresa davanti a Bolt non posso che togliermi il cappello".
La riunione newyorkese ha offerto altre prestazioni di ottimo livello nella velocità: la giamaicana Veronica Campbell-Brown ha ottenuto il miglior crono al mondo dell'anno nei 100 in 10"91 (+0,9), mentre lo statunitense Wallace Spearmon ha corso i 200 in 20"07. Nei 400 belle prove di Xavier Carter (44"70) e Sanya Richards (50"04). Migliore prestazione mondiale stagionale nei 3.000 siepi del keniano Paul Koech, che ha chiuso in 8'01"85. Negli ostacoli alti in evidenza Terrence Trammell (13"11). Nell'asta, infine, 4.80 per Jennifer Stuczynski.

Gazzetta
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