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Richiesta di grazia per Bruno Contrada

Last Update: 1/13/2008 3:38 PM
12/28/2007 4:47 PM
 
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20 dicembre 2007— Fonte: repubblica.it
Una richiesta di grazia al presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano è stata inviata dall’avvocato Giuseppe Lipera, che assiste l’ex dirigente del Sisde Bruno Contrada, condannato a 10 anni per concorso esterno in associazione mafiosa.

Il legale chiede al capo dello Stato di valutare l’ipotesi di “concedere la grazia, anche se non richiesta” da Contrada, che “sta morendo”. In una lettera indirizszata al Quirinale, Lipera afferma che “Bruno Contrada non firmerebbe mai una richiesta di grazia: egli è uomo di antico stampo che ha sempre dichiarato con estrema dignità le proprie innocenza e estraneità alle accuse ascrittegli. È anche vero che il nostro codice contempla la possibilità che la grazia può essere concessa anche in assenza di domanda o di proposta. Per questo, in ragione della legge, del profondo e accesso senso di umanità che l’eccellenza vostra custodisce nelle corde più intime del suo animo -conclude Lipera rivolto a Napolitano- la prego di potere valutare la possibilità di un intervento ‘sua sponte’, onde potere fare fronte ad una situazione imbarazzante per il nostro Paese”. Contrada è attualmente detenuto nel carcere militare di Santa Maria Capua Vetere e la magistratura ha respinto la richiesta di scarcerazione per motivi di salute presentata dal suo avvocato, ritenendo che le condizioni dell’ex numero 3 del Sisde siano compatibili con la reclusione.
12/28/2007 4:50 PM
 
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Mastella: tempi brevi per la grazia a Bruno Contrada
Mastella:" Un atto dovuto"
24 dicembre 2007 Fonte: unita.it

Sarò una procedura rapida quella per l’istruttoria della grazia a Bruno Contrada, 76 anni, in carcere per concorso esterno in associazione mafiosa. L’ ex funzionario del Sisde sarebbe in precarie condizioni di salute. Lo ha annunciato il guardasigilli Clemente Mastella
[Edited by ciottolina:-) 12/28/2007 4:50 PM]
12/28/2007 4:55 PM
 
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Anticipata al 10 gennaio udienza Sorveglianza
28 dicembre 2007 alle 14:11 — Fonte: repubblica.it

Il Tribunale di Sorveglianza di Napoli ha anticipato al 10 gennaio prossimo l’udienza per trattare la richiesta di scarcerazione per motivi di salute di Bruno Contrada, l’ex funzionario del Sisde detenuto nel carcere militare di Santa Maria Capua a Vetere per scontare una condanna a dieci anni di reclusione per concorso in associazione mafiosa. Lo ha reso noto il suo legale, l’avvocato Giuseppe Lipera. L’udienza era prevista per il 24 gennaio.
12/28/2007 4:59 PM
 
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Rita Borsellino
fonte: www.ritaborsellino.it
“Ritengo l’ipotesi della grazia estremamente grave. Contrada è stato condannato per reati commessi tradendo la sua funzione di servitore dello Stato, quello stesso Stato per cui Giovanni, Paolo e tanti altri rappresentati delle istituzioni hanno consapevolmente dato la vita. Comprendo i sentimenti di pietà che si possono avere nei confronti di un uomo nelle condizioni di Contrada, ma la sua vicenda giudiziaria ha sempre lasciato l'alea del dubbio sul fatto che il dirigente del Sisde abbia detto fino in fondo ciò che sapeva sulle complicità di parte delle istituzioni con l'organizzazione mafiosa. Coloro che si accingono a decidere devono sapere che questo dubbio si riaccenderà anche sul loro operato. Uno Stato deve sapere distinguere e ricordare altrimenti il rischio, dirompente per un Paese democratico fondato sulla giustizia, è che domani possa apparire legittima e dovuta anche la grazia ai boss mafiosi. La mia richiesta al Capo dello Stato è da sorella di Paolo ma anche da parlamentare e da cittadina italiana.”
12/28/2007 5:00 PM
 
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Lettera di Paolo Borsellino a Beppe Grillo
Caro Beppe,
Mi sento in dovere di aggiungere queste mie considerazioni personali alle dichiarazioni di mia sorella Rita, che ho sottoscritto insieme a tutta la famiglia Borsellino, sulla incredibile vicenda della possibile concessione della grazia ad un traditore dello Stato che finora ha scontato solo 7 mesi sui 10 anni di detenzione a cui e stato condannato in via definitiva dallo corte di Cassazione.
Personaggio sul quale pesano peraltro gravissimi sospetti, oggetto di indagini purtroppo ancora in corso dopo ben quindici anni, in merito alle telefonate intercorse, 80 secondi dopo la strage, tra il castello Utveggio, dal quale e probabilmente stato azionato il telecomando per l’esplosione dell’ autobomba, da una utenza clonata intestata a Paolo Borsellino e l’ utenza dello stesso Contrada.
Come risulta da carte processali “si segnala l’esigenza di approfondire ipotesi ed elementi sin qui trascurati, nella prospettiva di individuare complici e mandanti esterni all’associazione mafiosa. Si individua un cospicuo raggio di attività investigative aventi oggetto organismi e persone che potevano contare sulla disponibilità dei locali di Castello di Utveggio, sede del Sisde, controllato a Palermo dal dottor Contrada”. Quella sede del Sisde smantellata pochi giorni dopo la strage perché evidentemente aveva esaurito il suo compito.
Basterebbero questi sospetti e l’esistenza di queste indagini per rendere inopportuna anche solo l’ipotesi della concessione della grazia ad un individuo sul quale pesano sospetti di questo genere ma per di piu anche dal punto di vista tecnico mi risulta che per reati di mafia (compresi nell’elenco di cui all’art 4 bis ord.pen.) non è possibile nè la sospensione della pena nè le misure alternative tra cui la detenzione domiciliare, salvo non collaborino con la giustizia.
Per sapere quello che mio fratello Paolo pensava di Bruno Contrada basta ricordare l’episodio, riportato in atti processuali, nel quale avendo Paolo sentito fare quel nome a tavola da un funzionario di polizia amico della figlia, era sobbalzato dicendo “chi ti ha fatto quel nome? puo bastare pronunciarlo a sproposito per morire”.
In quanto al cosiddetto ministro di grazia e giustizia non poteva che essere affidata ad un uomo come lui, che ha cosi bene portato a compimento i compiti di sottrarre inchieste scottanti ai loro giudici naturali, conditi da sottrazioni di incartamenti dalle casseforti del tribunale di incartamenti relativi a processi prima che al giudice che l’aveva in carico ne fosse comunicata l’avocazione, di portare a termine questo compito.
Risulta cosi chiara la missione storica che lo stesso Mastella dichiara essergli stata affidata da Giulio Andreotti nel momento in cui, prima riluttante, fu convinto dallo stesso Andreotti, oltre che da Cossiga, ad accettare questo incarico.
12/29/2007 2:22 PM
 
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...i medici dicono: "Non è in pericolo di vita"
NAPOLI (Reuters) - L'ex dirigente del Sisde Bruno Contrada, trasferito ieri sera all'ospedale Cardarelli di Napoli dal carcere di Santa Maria Capua Vetere dove sta scontando una condanna per associazione mafiosa, non è in pericolo di vita anche se le sue condizioni di salute richiedevano il ricovero.
(Pubblicità)

Lo ha riferito oggi una fonte sanitaria, dopo la prima notte trascorsa da Contrada nel reparto detenuti dell'ospedale napoletano.

"Le condizioni di Contrada non sono da definire in pericolo di vita ma era opportuno che andasse ricoverato per un eventuale intervento medico. E' affetto da una serie di patologie croniche", ha detto la fonte a Reuters.

Il ricovero del 76enne ex numero tre del Servizio informazioni del ministero dell'Interno è giunto ieri sera al termine di una nuova giornata di polemiche sull'ipotesi di concessione della grazia su cui è chiamato a decidere il Capo dello Stato.

Il legale di Contrada Giuseppe Lipera ha inviato nei giorni scorsi al presidente della Repubblica una "accorata supplica" affinché il capo dello Stato prenda in considerazione l'ipotesi di concedere la grazia, anche in assenza di domanda, per gravi ragioni di salute.

Contrada non ha infatti mai chiesto l'atto di clemenza, come è richiesto per la concessione della grazia, non ritenendosi colpevole del reato di concorso esterno in associazione mafiosa per il quale, nel maggio scorso, la Corte di Cassazione ha confermato la condanna a 10 anni in via definitiva.

L'iniziativa di Contrada è stata criticata dal ministro Antonio Di Pietro, che l'ha definita "una scorciatoia per sfuggire a una condanna per associazione mafiosa".

Con una mossa inattesa ieri sera il magistrato di sorveglianza Daniela Della Pietra ha deciso il trasferimento di Contrada in ospedale, ma sempre in qualità di detenuto. Una decisione che, sebbene non definitiva, fa sperare l'avvocato Lipera in vista dell'udienza del tribunale di Napoli, anticipata al 10 gennaio, sul differimento della pena chiesto dal legale per "gravissimi motivi di salute", iter che viaggia parallelo rispetto a quello della grazia. Nel caso in cui i giudici dovessero dare ragione alla difesa, Contrada tornerebbe in libertà o eventualmente a casa agli arresti domiciliari.
1/3/2008 11:32 AM
 
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1. La grazia è o dovrebbe essere un provvedimento eccezionale.
2. L'istituto della grazia è inconciliabile con una pena di 10 anni: se si considera che tre anni sono stati già scontati (30 mesi di carcerazione preventiva più i 7 mesi dopo la condanna) e che con i vari strumenti di detenzione alternativa (semilibertà, affidamento al servizio sociale) la pena praticamente si dimezza, concedere la grazia significherebbe sconfessare i giudici.
3. Motivi di opportunità e di equità dovrebbero imporre la negazione della grazia per reati di mafia.
1/3/2008 1:53 PM
 
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Contrada lascia ospedale per cella
(tgcom) Napoli, trasferito al carcere militare

Bruno Contrada ha lasciato l'ospedale Cardarelli accompagnato dai carabinieri a bordo di una ambulanza per essere trasferito nel carcere militare di Santa Maria Capua Vetere. All'uscita i familiari e i promotori del comitato Bruno Contrada hanno applaudito e urlato "Forza Bruno". Momenti di tensione alla partenza dal nosocomio, Contrada ha urlato: "Che lo sappia tutta l'Italia, un dirigente della polizia di Stato sta morendo con le manette".

E' infatti arrivato il nulla osta del giudice di sorveglianza per il suo trasferimento dall'ospedale Cardarelli di Napoli, dove era ricoverato nel padiglione Palermo al carcere militare di di S. Maria Capua Vetere, dove è detenuto per scontare la condanna a 10 anni per concorso in associazione mafiosa.

Immediata era arrivata anche la richiesta di revisione del processo avanzata dal suo legale Giuseppe Lipara. Per il legale "la richiesta sarà avanzata alla Corte di appello di Caltanissetta con la particolarità che il suo presidente Francesco Ingargiola è il giudice che condannò Contrada nella prima sentenza. Per questo è probabile - sostiene ancora Lipera - che l’istanza sarà spostata a Catania".

Il legale ha quindi ricordato di non aver presentato al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano la domanda di grazia. Al Capo dello Stato l’avvocato ha inoltrato una richiesta accorata nella quale si chiede che Napolitano valuti "la possibilità di un intervento personale". A tal proposito viene richiamato l’articolo 681 comma 4 del codice di procedura penale per il quale la grazia può essere concessa anche in assenza di domanda o di proposta.

"Questo è un nuovo caso Tortora - ha ammonito Lipera - questa è una battaglia che doveva iniziare anni fa: l’errore giudiziario nel caso Contrada è palese, l’accusa di collusione mafiosa non è provata da nessun reato. Contrada è innocente e vuole che emerga la verità: sta malissimo, è moribondo, credo che abbia poco tempo. Solo il Padreterno potrà interrompere la sua volontà, facendolo morire".
1/3/2008 2:03 PM
 
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...scusatemi il sarcasmo....magari Dio gli facesse 'sta grazia, così in paradiso ad attenderlo a braccia aperte ci saranno Falcone, Morvillo, Borsellino, Chinnici e tanti tanti altri "amici"
...e forse pure Tortora, visto che è stato menzionato!

..la grazia pure a zù Binni Provenzano che è vecchio, stanco, malato e pure un pò rincoglionito!!!! [SM=x245520]
[Edited by ciottolina:-) 1/3/2008 2:09 PM]
1/4/2008 6:29 PM
 
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Ma è da pazzi, questa discussione non dovrebbe neanche avere la luce...

se sta male e muore, muore in carcere! Piunto e basta!

Siamo un paese vergognoso!
1/9/2008 12:21 AM
 
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ogni tanto una buona notizia..
(tg.com)"Contro di lui nessun complotto"

Colpevole in concorso esterno in associazione mafiosa e contro di lui non c'è stato alcun complotto dei pentiti. Queste le motivazioni (depositate in queste ore) della sentenza con la quale lo scorso 10 maggio la Corte di Cassazione ha confermato la condanna a 10 anni di reclusione e 3 anni di sorveglianza vigilata per Bruno Contrada, accusato di aver favorito, in più occasioni e per molti anni, gli uomini di Cosa Nostra.

In 68 pagine di motivazione la VI Sezione penale di Piazza Cavour - presidente Giorgio Lattanzi, relatore Giacomo Paoloni - sottolinea il lavoro "commendevole" svolto dai giudici della Corte di appello di Palermo che nel giudizio bis di secondo grado, il 25 febbraio 2006, ribadirono la colpevolezza del super-poliziotto dopo l'annullamento dell'assoluzione che ribalto' la condanna a 10 anni emessa in primo grado.

Ad avviso degli Ermellini, in nessun modo la difesa di Contrada - a sostegno della tesi del complotto dei pentiti - "fa riferimento alcuno a prove di incontri tra l'uno o l'altro dei dichiarati esaminati nel processo che divengano suscettibili di delineare l'effettivo verificarsi, anche solo in parte, di episodi di 'inquinamento probatorio' rapportabili agli specifici apporti conoscitivi dei collaboranti che accusano l'imputato".

In sostanza, per la Cassazione le accuse contro l'alto funzionario del Sisde non sono delle "trame calunniose e mistificatorie e in nessun modo si puo' definire come asfittica la meticolosa disamina con la quale i giudici di Palermo si sono fatti carico di verificare, ed escludere, possibili episodi di inquinamento o condizionamento riscontrabili nelle plurime esternazioni dei collaboranti".

Per quanto, inoltre, riguarda l'entità della pena inflitta a Contrada, la Cassazione rileva che i giudici di Palermo hanno ritenuto di non concedere le attenuanti generiche per il "concreto disvalore" della sua condotta contraria alle leggi e per "l'intensità del tono che la ha caratterizzata". I supremi giudici ricordano, infine, che ad inchiodare Contrada all'accusa di aver aiutato i boss a sfuggire alle operazioni di polizia e a favorirne la latitanza, non ci sono solo le parole dei pentiti ma anche le testimonianze di numerosi suoi colleghi, anche di alto grado, che sospettavano di lui e ne chiedevano l'allontanamento da Palermo. [SM=x245571]
1/13/2008 3:38 PM
 
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.....Berlusconi difende Contrada...
(ANSA) - ROCCARASO (AQ), 13 GEN - Il trattamento subito da Contrada e' per Berlusconi 'qualcosa che francamente non si puo' accettare'. Lo ha detto stamani al telefono con 'Neveazzurra'. Quella su Contrada 'e' una battaglia che Lino Jannuzzi sta facendo e credo sia una battaglia che merita tutto il nostro appoggio: non si puo' pensare che chi e' stato condannato per le accuse di chi ha contribuito a far arrestare, un servitore dello Stato,possa essere dimenticato e trattato in questo modo'....l'ennesima CaXXata berlusconiana!?!? [SM=x245530]
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