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Atletica - Legnante e Howe: gioia per due

Last Update: 3/5/2007 6:26 PM
3/5/2007 6:26 PM
 
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BIRMINGHAM (Gran Bretagna), 4 marzo 2007 - Assunta Legnante ha aperto il pomeriggio, l’ultimo degli Europei indoor, con l’oro del peso e Andrew Howe ha chiuso la giornata con il titolo del lungo a 8.30, nuovo primato italiano. Fra loro due due bronzi negli 800 con Maurizio Bobbato e nei 3000 con Silvia Weissteiner nei 3000, a cui ha accoppiato anche il primato italiano, 8’44"81. Ma Howe ha offerto uno spettacolo unico.
ANDREW. Ha cominciato la giornata con un problema, perchè gli si erano rotte le scarpe e aveva un solo paio con sè. Poi l’ha risolto, ma nei primi quattro salti non ha mai azzeccato l’asse di battuta, così a un certo punto si è trovato al quarto posto. Per fortuna al quinto tentativo è riuscito a mettere insieme tutti i particolari e così ha mandato in onda il più bel salto della sua vita. Sembrava Lewis: 8.30, primato italiano, che ha scavalcato l’8.26 di Evangelisti. Poi ha festeggiato e così i suoi avversari sono rimasti di sale.
ASSUNTA. Assunta Legnante, 28enne di Frattamaggiore, è la prima italiana a vincere un titolo continentale indoor nel lancio del peso. Ci è riuscita con una bordata di 18.92 al secondo tentativo. Ha dominato la gara. Da quando la lotta al doping si è fatta più pressante, è cambiato l’equilibrio nel mondo dei lanci e Assunta ha trovato gradualmente spazio. Già nel 2002 a Vienna era salita sul podio, al secondo posto, battuta dalla Pavlysh, atleta allenata e accompagnata da tale Bagach, campione che era stato bandito per doping. Il tempo ha fatto giustizia. Assunta è stata così ripagata dai sacrifici quotidiani e dalla sorte che non è mai stata generosa con lei. E’ nata con un glaucoma all’occhio sinistro e nel 2004 il Coni non le ha dato l’idoneità per partecipare all’Olimpiade, perché esiste sempre per lei, sotto sforzo, il rischio del possibile distacco della retina.
"Ho fatto 100 gare - dice - dopo che mi hanno proibito i Giochi e non è successo niente. Io devo convivere con questo malanno e non voglio farmi condizionare. La mia forza? Sta nel braccio che Dio mi ha dato... ". Negli anni scorsi si era trasferita ad Ascoli per allenarsi con Nicola Silvaggi, che è l’attuale direttore tecnico azzurro, e poi è stata costretta, per il nuovo incarico del suo tecnico, a fare la pendolare con Verona per essere seguita da Tubini, ex atleta e ora ottimo allenatore. "La mia vita non è mai facile, però questo oro mi ripaga veramente di tutto. Fatemi gustare la felicità".
BOBBATO. L’oro della Legnante ha scatenato la fame di medaglia del mezzofondo azzurro che da tempo è rimasto all’asciutto, così ecco Maurizio Bobbato trasformarsi nella finale degli 800. Aveva quasi balbettato in batteria dove era stato recuperato in base ai migliori tempi dei battuti. In semifinale aveva cominciato ad ingranare e nell’ultimo atto è stato perfetto. Lo ha aiutato certamente il fatto che l’olandese Okken, alla fine vincitore, sia andato in testa a tenere allegro il ritmo. Così Bobbato ha galleggiato senza disperdere energie al terzo posto e ha tenuto all’esterno uno dei rivali diretti, lo svedese Claesson. Sulla retta finale ha stretto i denti ed è riuscito a contenere il ritorno dello spagnolo Marco, che ha segnato il suo stesso tempo 1’47"71, ma il fotofinish ha stabilito che era un’unghia più indietro. Il tempo è anche record personale di Bobbato.
WEISSTEINER. La minuta Silvia Weissteiner, pesa solo 46 kg, ma è animata da una forza di volontà incredibile. Nei 3000 ha operato un vero capolavoro e si è messa al collo il bronzo, che non osava neppure sperare. Non è stata fortunata però, perchè per arrivare a questo risultato nella scia della polacca Chojecka, che aveva vinto anche i 1500, e della spagnola Dominguez, ha segnato il tempo di 8’44"81, non solo primato italiano migliorato di oltre sei secondi, ma anche ottava prestazione al mondo quest’inverno. Non male per una ragazza nata e cresciuta a Vipiteno, dove lo sport più popolare è lo sci.

Gazzetta
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